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luglio: Passo Duron e Rifugio Sassopiatto
"Questo itinerario è nato per
caso il giorno dopo aver compiuto il Sellaronda. Partiti per fare solamente
delle discese visto che nei due giorni precedenti i metri che avevamo
accumulato in ascesa erano stati più di 3000 e le gambe cominciavano
ad essere piuttosto “tristi” le opzioni erano due: andare
a fare qualche discesa alla Plose di Bressanone oppure ripetere il Sellaronda
in senso orario ma questa volta utilizzando gli impianti di risalita.
Siccome però recarsi in Val Gardena senza fare un giro all’Alpe
di Siusi a godere della miglior vista del Gruppo del Sassolungo e dello
Sciliar è come andare alle Maldive e fare il bagno in piscina,
alla fine ci siamo imbarcati sulla cabinovia che da Ortisei sale all’Alpe."
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Dall'arrivo della cabinovia posta a 1996 m. siamo scesi al Rif. Ritsch
e risaliti sulla bella e panoramica forestale che passando per Punta
d’Oro conduce al fino al Rif. Molignon dove ci è sorta
la voglia, su consiglio del nostro amico Leo, dare un’occhiata
al Passo Duron che sovrasta la verdissima e omonima valle che scende
a Campitello. Peccato che qui la strada ci abbia costretti ad una inutile
ripida perdita di quota verso il torrente per poi risalire altrettanto
ripidamente verso il Passo chiamato anche Sella di Cresta Nera a 2204
m.
Non c’è che dire lo spettacolo che si è presentato
ai nostri occhi era veramente bello, un punto panoramico che ci consentiva
di vedere da una parte fino alla Valle d’Isarco, dall’altra
tutta la Val Duron fino alla Val di Fassa.
A questo punto tornare indietro ci sembrava un vero peccato, era abbastanza
presto e le gambe avevano ancora qualcosina da dare così, ingolositi
dalla bella traccia, sentiero 594, che conduce al Rif. Sassopiatto lo
abbiamo intrapreso scendendo dapprima lungo il crinale che rimane alto
sulla Val Duron per poi risalire sempre su di un bellissimo trail fino
al Rifugio (2300 m.) che è situato sul Jouf de Fascia (Giogo
di Fassa) alle pendici dell’omonima cima, con tanto di bella panoramica
sull’alta Val di Fassa e il Ghiacciaio della Marmolada.
Il
posto ci è subito piaciuto e abbiamo deciso di fermarci per il
pranzo visti anche i bei piatti che si servivano tra cui l’interessante
Merenda dell’Alpinista ,un piatto a base di formaggi d’alpeggio
e salumi locali, il tutto innaffiato con abbondante Forst (se vi capita
di passarci dovete assolutamente provarlo.).
Deliziate le papille non rimaneva quindi che finire di deliziare l’animo
con una bella discesa. Dal rifugio abbiamo preso il sentiero 527, un
bel single-track a tratti molto tecnico che scende dolcemente seguendo
il perimetro del Sassopiatto fino ad incrociare il sentiero 525 (sentiero
che scende dal Rif. Vicenza) che sfocia nella forestale che sale dal
Monte Pana.
Qui
al primo bivio siamo rimasti a sinistra scendendo verso il Ruf de Cunfin
(Rio di Confine) e prima di attraversarlo abbiamo preso a destra il
sentiero 53, che fiancheggia il torrente e scende divertente in mezzo
al bosco fino ad intersecare il sentiero 18 che su comoda forestale
prima, poi su strada asfaltata, riporta ad Ortisei.
Alla fine dell'opera e in modo del tutto casuale ci è uscita
un'escursione fantastica, di quelle che si fanno una volta ogni tanto
e che se provi a preparare non ci riesci neanche a morire.
Complessivamente
abbiamo percorso: Altri 35 km e un ascesa stimata, cartina alla mano,
di circa 800m, una discesa da urlo, le gambe ancora più “tristi”
ma con il morale alle stelle.
"Oh Pepiri, ma non si era detto di fare
soltanto discese?!"

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