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24, 25 e 26 luglio: Il Tour dei tre confini

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E’ proprio vero: l’ultimo giro è sempre il più bello! Stando a questa regola l’elenco dei nostri tour fatti in tanti anni di tradizionali week-end è stato un crescendo continuo. Sarà vero o è soltanto la memoria che si appanna e ci fa sembrare quelli già passati meno belli dell’ultimo portato a termine?

Difficile dirlo, vero è che anche quest’anno ci siamo regalati un giro di tutto rispetto. Un escursione che dall’Alta Val Venosta a ridosso del confine ci ha portato in quota fino al Sesvenna e da li a scendere fino in Svizzera, a Scuol nel Canton dei Grigioni, lungo l’indescrivibile Val d’Uina, poi ancora fino all’Austria a Nauders per finire di nuovo in Italia attraverso il Planmort che ci ha ricaricati con i migliori panorami che da li si possono vedere della piana di Resia, i suoi laghi e la cornice delle Alpi di casa nostra.

Mettiamoci avanti e incominciamo a pensare dove poter trovare un giro più bello da poter fare il prossimo anno. La memoria e il tempo ci diranno se ci saremo riusciti.

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Un meritatissimo Sòcia che bòta

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Un meritatissimo “Sòcia che bòta” che significa tanto, un tributo, un premio alla carriera:

Lo ha vinto lui,  che la nostra squadra l’ha fondata e voluta più di tutti.

Lui che ha definito più di tutti le nostre regole e il nostro modo di praticare ciclismo e di fare squadra insieme.

Lui che da sempre lavora, più di tutti, prima, durante e dopo per fare in modo che le nostre baraccate  funzionino al meglio.

Sempre lui, da sempre, con prestazioni ad altissimi livelli. Quelle che riguardano le cadute naturalmente. O conoscete qualcuno che è caduto più di lui?!

Lui che con la passione è sempre tornato in sella, senza ascoltare i dolori, senza badare agli acciacchi.

Lui che a guardarlo con un braccio al collo in una stagione fortunatamente senza gravi infortuni ci è sembrato…

Lui che il Sòcia che bòta lo ha inventato e che oggi lo ha meritato, per la caduta e per tutto il resto. Grazie Luca.

22 febbraio: Pranzo di inizio stagione

TESSERA 2015

In definitiva non c’è nulla di nuovo da raccontare perché in fondo lo sappiamo tutti che funzioniamo molto meglio da baracca che da ciclisti…  Così mettendo in campo il più classico dei nostri repertori fatto di una tavola, mangiare, bere, bere, bere, bere e buona compagnia ci siamo ritagliati un altra bella parentesi insieme. Un altra occasione per pianificare la nuova stagione che si avvicina e che ci vedrà tutti, vecchi e nuovi, ancora in sella per un altro anno ancora alla grande. Vi sembra poco?

Qui trovate tutte le foto della giornata